Ipse Dixit!
Le frasi celebri del blaBlasfemo Group
Aggiungi il Gadget "Ipse Dixit" alla tua pagina iGoogle!
 

lunedì 11 aprile 2011

Amo et Odi


A volte credo che post del genere siano fini a se stessi, e che in fondo servano a poco, dato che il loro spessore non sia sufficiente a determinare un qualche tipo di miglioramento della "politica" umana dei rapporti.
Sono stato definito sempre con tanti aggettivi negativi, e forse buona parte di essi sono interamente veri, ma una cosa che non ho mai accettato è che mi si dicesse che il mio egoismo spudorato comprendesse anche il lato umano che uso per dare una mano agli altri: per la strada non c'ho mai lasciato nessuno.

Eppur un batocchio grido parlante mi ha sempre "diciuto" di farmi un po' di cazzi miei e di usare la politica del "vivi e lascia vivere".
Questa politica forse è arrivata purtroppo per me troppo tardi, dopo che i polpastrelli erano stati già sufficientemente bruciati dai fornelli della vita.. In fondo la vita è come un laboratorio di cucina, sempre a impastare e a lavorare per giungere al lavoro "perfetto", quel lavoro che non riusciremo mai a veder finito, rimanendo con un qualcosa di incompiuto dentro al cuore.

E parto affermando che per quanto mi riguarda la frase della celebre canzone "Almeno tu, nell'universo" di Mia Martini e precisamente "Sai, la gente è strana, prima si odia e poi si ama", è profondamente falsa.

Falsa almeno in parte, perché sul fatto della stranezza, gli esseri umani sono il top dell'irrazionalità e dell'imprevedibilità, fornendo prestazioni semplicemente paradossali.
La falsità riguarda la parte in cui questi oggetti pensanti esprimono i loro sentimenti, e cioè che si odiano in un primo momento, e successivamente questo sentimento si trasforma nella sensazione positiva per eccellenza, o uno dei suoi aspetti secondari.

Credo fermamente, dopo tante riflessioni che invece sia esattamente l'opposto: è più facile che due persone si vogliano bene e poi subentrino sensazioni spiacevoli.
L'esperienza insegna questo, le percentuali non sbagliano, e pure personalmente credo proprio sia in generale così.

Negli ultimi anni ho avuto riprove su riprove, e benchè avessi ogni tipo di buona volontà, anche quest'ultima è venuta a cadere come un soldato coraggioso rimane inerte sul campo di battaglia.
Sfortunatamente questa battaglia, la battaglia dei sentimenti, non ha un vincitore, ma soltanto sconfitti.
E anche se si crede di aver vinto perché si ha imposto la propria ragione e il proprio volere, non si niente di guadagno, e per quanto ne so di economia, quando non c'è un guadagno dietro una prestazione, che sia di lavoro reale o immaginario, si ha miseramente fallito.

E come nella vita oggettiva, anche nei sentimenti vale la stessa regola: dove non c'è guadagno ci sono però state delle "spese", e queste si fanno sentire a lungo termine, quando non si ha più liquidità da investire.
Rimangono i castelli di carta, o di sabbia come volete voi, ma in fondo verranno giù, e le mani vuote indicheranno che tu, sfruttatore d'aria, non avrai concluso niente, avrai imparato solo ad essere più egoista, a pensare che l'unico che può darti gioie e dolori senza farti spaccare il culo sei proprio te, e non avrai perdite se non temporanee.

Come arrivare a certe frasi? Forse di episodi ce ne sono stati, e forse non saranno gli ultimi, quasi sicuramente.
E' giusto che nella vita si dia, m aspettarci qualcosa è il più grosso errore che si possa fare.

"Ma io credevo che la nostra amicizia valesse di più che un banale screzio" "Beh, credevi male"

Chi ha vinto di questi due interlocutori? Nessuno, ma il secondo non soffre come il primo.

Io secondo alcuni sarei l'"immaturo" (semmai volesse dire qualcosa), la frase invece che mi piace di più è "Sei come il vino, più invecchi più diventi buono (nel senso di saggio)", purtroppo chi ha pronunciato tale frase ha preso l'ascia della discordia per rompere ogni tipo di ponte.

Fa male? Sì. Ho sbagliato io? Lui? Gli altri? Chi può dirlo.

Ricordo a chi ha ancora legami con me, che l'amarezza che provo per queste cose va oltre la mia rabbia, perché la rabbia si placa prima o poi.

Cambiare tipo di approccio nei riguardi dei sentimenti? Non sarei io.
Sbattermene? Evidentemente ho iniziato a farlo, ma quando vado a stringere la mano a qualcuno in segno di una probabile amicizia, sento ancora dolore ai polpastrelli delle dita.

C'è una medicina per tutto ciò? Calma e ragionare.
Una persona che mi ha insegnato molto, una delle poche, o l'unica, mi ha detto di incanalare questo dispiacere nel verso giusto, e di non pretendere niente per non avere sensi di rabbia.

Però non è facile, perchè se dovessi usare questo tipo di approccio nella vita oggettiva, e andassi a seminare un campo, vorrei poter gustare dei suoi frutti, proporzionati al sudore speso per dargli vita.

Infine penso proprio che questo post sia troppo lungo e malinconico per i miei gusti, ma una piccola valvola di sfogo mi ci voleva pure dopo blasfemie e cazzate varie.

"V'è poca amicizia nel mondo, e ancor meno fra eguali." (Francesco Bacone)

Lamporekkio

3 commenti:

Sauron ha detto...

Leggendo questo post mi è venuta un po di malinconia, sopratutto nel ricordare molti episodi del passato con certe persone, per poi constatare che certe persone si sono comportate in modo irrazionale e infantile; non sto dicendo che tu non abbia colpe, forse ne hai, ma se ne hai non certo cosi tante da portare ad una rottura del genere; oltretutto l'amiciza dovrebbe sopravvivere a molte cose; ad esempio io e te, nonostante le litigate, le incomprensioni, le baruffe, le cazziate siamo sempre quà, le colpe non sono mai di una persona sola, ma si dividono sempre in due in proporzioni diverse; ma ci vuole la volontà, e a volte l'umiltà di dire "ho sbagliato, scusa, amici come prima"; se non c'è questa volonta si va da poche parti!

Mar85 ha detto...

Ogni azione, anche la più insignificante, tira fuori delle conseguenze tra le più inimmaginabili (questo post ad esempio ne ha fatto scrivere uno a Sauron dopo mesi di sua inattività).

Sono state create da quella stessa azione? O forse erano già lì che militavano, ed aspettavano la pressione di un "bottoncino" per uscire allo scoperto?

E' per scoprire questo, caso per caso, che vale la pena "agire" come meglio si crede, avendo pena comunque di guardarsi attorno ed ascoltare quello che gli altri hanno da dire.

Retorico? Forse, ma maledettamente vero... alla fine, quello che è giusto che rimanga rimane, anche se fosse solo una misera soddisfazione di essersi divertiti per un periodo...

inutile pensare a cosa si è speso, meglio pensare a cosa ci si è goduto.

Lamporekkio ha detto...

E' già...